Secca dei Mattoni

Profondità consigliata
Min 3 – Max 30 mt
Fondale
Roccioso
Corrente
Moderata
Visibilità
Ottima

Molto interessante la secca dei mattoni sul versante occidentale di Ponza, si erge da un fondale sabbioso di 30 mt. arrivando fino a 3 mt; immersione alla portata di tutti i livelli di subacquei, con parete verticale con gorgonie gialle e molte spaccature, tane di numerose murene, cernie e gronghi. L’itinerario di immersione consiste nel costeggiare la parete tenendola sulla sinistra alla quota prestabilita, circumnavigare la scogliera, per poi risalire lentamente e ultimare la passeggiata sulla luminosa area sommitale, ricchissima di vegetazione. I mattoni che danno il nome all’immersione sono sotto la barca, ammucchiati uno sopra all’altro per svariati metri quadrati lungo un canale roccioso leggermente declive delineato a breve distanza tra la sabbia e la parete rocciosa. A quanto pare, sembra che facessero parte del carico di un mercantile che solcava le acque di Ponza, naufragato oltre un secolo fa

Resti di antichi naufragi

Da migliaia di anni, quella che oggi si chiama Secca dei Mattoni, costituisce con le sue rocce sommitali poco profonde un pericolo per le imbarcazioni. La presenza del carico di mattoni sul fondo del mare da oltre un secolo ha un significato che vale senz’altro una o più immersioni, ma va chiarito che è ben più importante un altro relitto che giace a 400 metri a mezzogiorno del cappello della secca, attualmente vietato ai sub. Si tratta di una nave oneraria romana adagiata su un fondale di 30 metri, oggetto di più campagne di scavo iniziate negli anni ottanta che hanno portato alla scoperta di carichi differenziati costituiti da anfore di Brindisi, nello strato inferiore e da anfore di tipo Dressel 1 e Lamboglia 2, oltre a importanti reperti di ceramica a vernice nera o “ceramica campana”. Era una tipologia di carico già osservata su altri relitti, che in “vita”, prima di affondare, solcavano il Mediterraneo e in particolare le coste tirreniche, francesi e quelle della penisola iberica. Per quanto riguarda il relitto adagiato nei pressi della Secca dei Mattoni, secondo indagini, doveva trattarsi di una nave da cabotaggio databile tra la fine del II secolo e gli inizi del I secolo a. ch.. Grazie alla disposizione del carico fu possibile ipotizzare i lunghi viaggi di questa nave, che partiva dalle coste pugliesi, effettuava uno scalo in Campania probabilmente a Pozzuoli per caricare le Lamboglia 2 e le Dressel 1, poi proseguiva verso la Gallia Narbonense o, passando attraverso le bocche di Bonifacio, verso la Spagna.